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Il ritmo

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Potremmo definire il ritmo come un susseguirsi regolare di eventi sonori. Può trattarsi di un rumore, come i nostri passi sulla strada, oppure il tic-tac delle lancette dell’orologio, il battito del nostro cuore… o un suono vero e proprio, quello che a voi rende meglio l’idea e con la massima semplicità possibile vi chiarisce il concetto. Quindi, dato che il concetto e l’idea sono semplici, complichiamoli un po’ con un esempio: il tic-tac dell’orologio sovrapposto all'eco dei vostri passi in un vicolo lascia già intuire una maggior complessità. Sono quindi possibili diverse sovrapposizioni o ripetizioni anche irregolari che intersecano pulsazioni regolari di fondo. In effetti, il ritmo è molto più di un’unica scansione regolare ripetuta nel tempo. Anche solo lo spostamento articolato degli accenti rende le cose più interessanti: pensiamo alle complesse figure scandite dai tamburi africani, alle percussioni sudamericane o indiane (per esempio le tabla), al ruolo del contrabbasso e d...

POESIE

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by G.K.Paquola IL COLORE DEL MARE  Sassi levigati sporcati di sale I riflessi dorati, le mani bagnate di sole (son tutti ricordi) Gli spruzzi di ore inutili, o utili O eterne Son orme sulla spiaggia del cuore Sono banchi di alghe Brandelli del colore del mare versi riletti, riflessi di sole Posti, imposti. Riposti Sento solo il rumore del molo (nell'anima, in fondo al cuore) Le mani bagnate di vita Mentre in silenzio, cammino Sul colore del mare E poi ci incontreremo all'orizzonte, amore AMORI Ci sono amori che vanno e amori che vengono Amori che svaniscono e amori che rimangono Ci sono amori come un melograno Dove ogni giorno è un chicco da gustare Ci sono amori scritti sulla carta E amori che invece non scriveranno mai Ci sono amori come fotocopie E amori che passano come delle nuvole Ci sono amori nati dietro ai vetri E amori che invece nascono per strada Ci sono amori che bruciano l'anima E amori come in una favola Ci sono amori che cominciano per gioco ...

Immagina

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Che cos'è la creatività? Se facciamo un po’ di ricerche in rete troviamo le definizioni più disparate. Per Wikypedia ad esempio è l'arte o la capacità cognitiva della mente di creare e inventare ma, aggiunge, il termine può comunque prestarsi a molte interpretazioni e a significati diversi. Per Albert Einstein “La creatività non è altro che un'intelligenza che si diverte.”. Leggiamo ancora che gli antichi Greci identificavano la creatività con la capacità poetica. Sull'enciclopedia Treccani, leggiamo che in psicologia è il processo intellettuale divergente rispetto al normale processo logico astratto. La capacità di creare con l’intelletto, con la fantasia ed è associata alle parole estrosità, fantasia, fecondità, inventiva, vena, genialità. Poincaré (uno dei più importanti matematici dell’Ottocento), invece, definisce la creatività come la capacità di unire elementi preesistenti in combinazioni nuove, che siano utili. Inoltre può essere la scoperta di nuovi problemi, d...

Con... fusion

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Cos’è Fusion? Bella domanda. Facile fare con-fusione. Non sono un amante delle etichette. Penso che catalogare la musica sia un po’ come sminuirla e ricondurla a un ruolo predeterminato e a volte artificiale. Spesso si usano alcune definizioni per comodità didattica, perché è più semplice fare riferimento agli elementi musicali che caratterizzano certi generi, per esigenze di ricostruzione storica, perché la critica o i cataloghi commerciali hanno stabilito delle regole e così via. Si tratta di definizioni consolidate e semplici da utilizzare quando si vuole riassumere in una parola realtà musicali e socioculturali molto complesse. Resta da osservare però, che questo riduce la musica a degli schemi, se non addirittura banalizza i contenuti e le dimensioni espressive di ogni musicista o di una corrente stilistica, le contaminazioni e via discorrendo. In ogni caso non di rado i confini risultano incerti o sfumati.  Per quanto riguarda il termine fusion, volendo sintetizzare e semplif...

La musica che cura

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Come musicista curioso e appassionato ho sempre sentito l’esigenza di esplorare e approfondire tutti gli aspetti del suono e della musica. Le definizioni tradizionali di un dizionario o di un qualsiasi manuale di musica si limitano a parlare del suono come di un fenomeno acustico caratterizzato da altezza, timbro, intensità, oppure come vibrazione prodotta da un corpo in rapida e regolare oscillazione e definiscono la musica come l’arte e la tecnica di organizzazione del suono.  Descrizioni che ho sempre trovato aride e insufficienti. La musica fa piangere, ridere, emozionare, scatena passioni, stati d’animo, stati di trance e tanto altro di cui il musicista deve tenere conto già ai suoi primi passi. È già all'inizio della formazione che è importante sviluppare consapevolezza, perché non bastano solo la tecnica e la padronanza formale per diventare buoni musicisti. Ognuno di noi, del resto, anche senza l’orecchio allenato di un musicista esperto, sa cogliere la differenza tra una g...

Cammino

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Camminare, così come suonare le scale, è un mantra, una riflessione continua, quasi una preghiera se volete o una forma di meditazione. Un passo dietro l’altro, una nota dietro l’altra in un continuo esercizio di educazione della mano, dell’orecchio, del senso del tempo, del ritmo e dell’ascolto. L’apprendimento è un cammino. Un percorso. Osserviamo quello che ci sta attorno, ascoltiamo i nostri passi, il nostro respiro, procediamo con la saggezza e la costanza della tartaruga piuttosto che con la fretta della lepre. La chitarra e la musica non sono una gara e non c’è un posto dove arrivare per primi. Dedichiamoci un tempo nel quale perderci e ritrovarci, fa bene anche alla nostra vita. Forse anche noi chitarristi dovremmo rallentare un po’, sottrarre invece di addizionare, rallentare invece di accelerare. In fondo l’arte, come la vita, non è fatta solo di quantità. La ricerca, la riflessione, le capacità innovative, più facile che nascano da quanto profondamente riusciamo a vivere i s...

Lo spazio mentale

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Un po’ di tempo fa ho letto un articolo sugli spazi abitativi che ho trovato particolarmente interessante. Mi ha permesso di riflettere sulla musica e sul suono come, appunto, spazio abitativo (naturalmente in relazione alla musica intendo lo spazio abitativo mentale). Le riflessioni e le intuizioni che ne sono scaturite riguardavano la sensazione profonda che anche le note, come gli edifici, gli oggetti, le cose che ci circondano, siano elementi ben precisi collocati nel nostro spazio di vita. L’articolo in questione argomentava e dimostrava l’importanza che hanno gli spazi abitativi nell'utilizzo dei due emisferi cerebrali, definiva lo spazio come: … un organismo unitario formato dal rapporto reciproco e costante fra tre elementi fondamentali: il vuoto, il pieno e l’uomo. Qualcuno, paragonando il musicista al pittore, ha definito il silenzio (che potrebbe essere il vuoto) come la tela bianca sulla quale il musicista compone la sua opera. È una bella metafora per far capire la rel...